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Prosit Neujahr!

31 dicembre 2011

Quando penso al Capodanno, in giorni presi a caso tra gli altri 364, mi viene in mente soprattutto una cosa. Incredibilmente, non è il panettone, né il torrone o lo spumante. E neppure il cotechino con le lenticchie, o i piatti che volano giù dalla finestra. E no, non i botti di fine anno o le lunghe nottate a giocare a carte con amici e parenti, finendo poi per non riuscire a ricordarsi se si è vinto o se si è perso, felici però di essersi divertiti. No, quando penso al Capodanno, mi viene in mente il Concerto di Capodanno di Vienna, che fin da bambino mi aspetta al risveglio, entra in casa lui non dal camino, ma dalla televisione, senza barba, per carità, ma con un sacco di belle note, serene, felici e spensierate.

Ecco, ho pensato di scrivere qualche riga sul Concerto di Capodanno per il Corriere MusicaleProsit Neujahr!.

Kleiber, Celibidache e quel telegramma di Toscanini dal Paradiso

6 luglio 2011

Carlos Kleiber ed Herbert von Karajan

Leggerei questa storia per metà dell’eternità e poi mi piacerebbe passare l’altra metà a raccontarla a chi ama la musica, nella speranza di vedere negli occhi di chi ascolta il divertimento che forse riempie i miei. No, forse no, ma era bello scriverlo. I protagonisti dell’aneddoto che vi racconto oggi sono Carlos Kleiber, direttore tanto grande quanto riservato, e Sergiu Celibidache, altro grande direttore, molto meno riservato, pieno di giudizi non proprio lusinghieri su praticamente tutti i suoi colleghi. Nessuno escluso, forse De Sabata.
Nel 1989 Celibidache rilascia un’intervista velenosissima nella quale dice cose pesantine su alcuni colleghi, quasi tutti morti. L’unico ancora in vita è Herbert von Karajan, il direttore più celebre del secolo, osannato a destra e manca, ma anche aspramente criticato per alcune scelte e per alcune idee sulla gestione del rapporto con l’orchestra. Tra Celibidache e Karajan la frattura è sempre stata netta, fin da quando i filarmonici di Berlino, dopo un’astuta mossa di Karajan, scartarono il rumeno Sergiu per la successione a Furtwaengler, e scelsero proprio l’astro nascente Herbert. Celibidache, che riferisce anche di essere un adepto del buddismo zen, dice senza problemi la sua opinione sugli illustri colleghi del novecento: Toscanini è “una fabbrica di note”, Boehm “un sacco di patate che non ha diretto una sola battuta di musica in vita sua”, Knappertsbusch “uno scandalo” (“totalmente non-musicale”), Furtwaengler un “pessimo direttore”; e poi ecco la stoccata finale a Karajan: “tremendo, o è un ottimo uomo d’affari, o è sordo”.

Carlos Kleiber, pur nella sua estrema riservatezza (non ha mai concesso interviste), grandissimo ammiratore di Karajan, scrive di suo pugno una lettera al Der Spiegel, che aveva pubblicato l’intervista di Celibidache. Nella lettera afferma di aver ricevuto un telegramma di Arturo Toscanini direttamente dal Paradiso, da consegnare come risposta a Celibidache. Lo ammetto: ho sempre avuto il sospetto che sia stato lo stesso Kleiber a scrivere il telegramma di suo pugno, ma non ho prove, quindi non voglio sbilanciarmi.
Ecco il testo del telegramma di Toscanini, ricevuto da Kleiber e inviato per risposta a Celibidache:

Telegramma di Toscanini (Cielo) a Celibidache (terra)

Caro Sergiu!
abbiamo letto di te sullo Spiegel. Ci stai sui nervi, ma ti perdoniamo. Non ci resta mica altro da fare: qui su il perdono è di bon ton.
Karli-saccodipatate (Karl Boehm, nota mia) se l’è presa mica poco ma siccome Kna (Knappertsbusch) ed io gli abbiamo assicurato che è molto musicale, a quel punto ha smesso di lamentarsi. Wilhelm (Furtwaengler) ha dichiarato seccamente che di te non ha mai sentito parlare. Papà Joseph (Haydn), Wolfgang Amadeus, Ludwig, Johannes (Brahms) e Anton (Bruckner) dicono di preferire i secondi violini a destra e che i tuoi tempi sono tutti cannati. Ma non è che possono tanto occuparsi di cagate. Qui su non ci si può trastuallare con le cagate, il Boss non vuole. Un maestro Zen che sta qui vicino ha detto che tu di Buddismo Zen non hai mai capito un accidente. Bruno (Walter) si è mezzo ammmazzato dal ridere leggendo i tuoi pensieri. Ho il sospetto che condivida il tuo giudizio su me e su Karli: forse potresti spararne qualcuna anche su di lui, che sennò si sente escluso… Mi spiace molto di doverti dire che qui su siamo tutti pazzi di Herbert (von Karajan): i direttori d’orchestra ne sono anche un po’ invidiosi. Non vediamo l’ora di accoglierlo qui su fra noi fra quindici o vent’anni… Peccato tu non possa essere qui fra noi. Ma si dice che là dove andrai a finire si bollisce meglio e le orchestre provano senza mai fermarsi. Fanno anche errori apposta, così tu potrai correggerli per l’Eternità. Sono certo che ti piacerà un sacco, Sergiu.
Qui su gli Angeli leggono direttamente negli occhi dei compositori, noi direttori ci limitiamo ad ascoltare.
Dio solo sa come sono finito qui.

Il tuo caro Arturo ti augura buon divertimento.


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