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I grandi pianisti: Dinu Lipatti

8 maggio 2009
Dinu Lipatti al pianoforte

Dinu Lipatti al pianoforte

E’ difficile scrivere qualsiasi cosa su Dinu Lipatti. Quando la morte ci priva dell’arte di un grande personaggio nel pieno della sua attività, viene voglia di farsi delle domande che non hanno risposta. La storia è piena di uomini che sono morti giovani, quando stavano esprimendo appieno le loro potenzialità: ne è pieno il mondo della musica (basti pensare ai tanti compositori morti giovani, o al grande direttore d’orchestra Guido Cantelli, alla grande violoncellista Jaqueline du Pré), ne è pieno il mondo della scienza (i grandi matematici Evariste Galois e Niels Henrik Abel), solo per citarne alcuni. Le incisioni che Lipatti ci ha lasciato si contano davvero sulle dita di una mano, eppure bastano per affermare che è uno dei più grandi pianisti dello scorso secolo.

Dinu Lipatti nacque a Bucarest il 19 marzo 1917 in una famiglia ricca di fermento musicale, basti pensare che la madre era pianista e il padre, ottimo violinista, aveva studiato, tra gli altri, con Pablo de Sarasate. Un aneddoto racconta che il piccolo Dinu, già grandicello all’epoca del suo battesimo, suonò un minuetto di Mozart davanti al suo padrino George Enescu. Lipatti era un ragazzino prodigio, e a soli 13 anni poté debuttare trionfalmente all’Opera di Bucarest con il Concerto per pianoforte e orchestra in La minore di Grieg. Lipatti si fece anche notare per le sue grandi capacità compositive, che lo portarono alla vittoria di vari premi di composizione già nel 1932. Nel 1934 Lipatti fu iscritto al Concorso pianistico internazionale di Vienna, al quale arrivò secondo, preceduto da Karlrobert Kreiten, altro grandissimo e sfortunatissimo talento pianistico, impiccato nel 1943 a seguito di una segnalazione da parte della Gestapo di insulti rivolti ad Hitler. Alfred Cortot, membro della giuria, si mostrò in forte disaccordo con la decisione dei suoi colleghi di preferire a Lipatti il tedesco Kreiten e uscì dalla giuria. Subito Lipatti si spostò a Parigi dove poté studiare con lo stesso Cortot e con Nadia Boulanger. Inoltre prese lezioni di composizione da Paul Dukas e di direzione d’orchestra da Charles Munch. La carriera di Lipatti fu fermata dalla seconda guerra mondiale, anche se durante la guerra continuò a dare concerti anche nei paesi occupati dai nazisti. Spostò comunque la sua famiglia dalla Romania a Ginevra, dove successivamente ricoprì il ruolo di professore di pianoforte al Conservatorio di Ginevra. Purtroppo nel 1947 gli fu diagnosticato il linfoma di Hodgkin; a causa di questa diagnosi fu costretto a ridurre sensibilmente la sua attività concertistica, ma riuscì a concentrarsi anche sull’incisione di alcuni dischi che hanno reso possibile la diffusione della sua arte nella seconda metà del novecento. Lipatti diede il suo ultimo concerto a Besançon, in Francia, il 16 settembre 1950. Il concerto, che vede l’esecuzione di musiche di Bach, Mozart, Schubert e Chopin, è una testimonianza senza paragoni delle capacità del pianista rumeno, anche alla luce delle sue gravi condizioni di salute, che mai sono evidenti all’ascolto. Lipatti suonò tredici dei quattordici valzer di Chopin, omettendo il secondo a causa della stanchezza. Al posto di questo eseguì però Jesu, joy of Man’s desiring, decimo movimento della cantata di Bach Herz und Mund und Tat und Leben, brano con il quale aveva aperto il suo primo recital parigino, nel 1935. Dinu Lipatti morirà a Ginevra tre mesi dopo, il 2 Dicembre 1950, a soli 33 anni.

Dinu Lipatti è molto noto negli ambienti musicali. Questo non è però unicamente dovuto alla sua prematura scomparsa, ma soprattutto alla straordinarietà dei documenti che ci ha lasciato. Guido Cantelli, un altro musicista che sarebbe probabilmente diventato un gigante della direzione se non fosse scomparso prematuramente, è molto meno noto, nonostante ci abbia lasciato anch’egli grandi incisioni. Questo è l’elenco dei dischi fondamentali incisi da Lipatti prima della sua morte, ormai tutti privi dei diritti d’autore, essendo passati più di 50 anni dalla loro pubblicazione:

  • 1939 – Brahms, Valzer, Op. 39, con Nadia Boulanger
  • 1947 – Schumann, Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, con Herbert von Karajan e la Philharmonia Orchestra
  • 1948 – Grieg, Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, con Alceo Galliera e la Philharmonia Orchestra
  • 1947/1948 – Chopin, Sonata No. 3 in Si minore, Op. 58; Barcarola in Fa# minore, Op. 60; Notturno No. 8 in Reb maggiore, Op. 27, No. 2
  • 1950 – Chopin, Valzer; Mazurka No. 32 in C-sharp minor, Op. 50, No. 3
  • 1950 – Schumann, Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, con Ernest Ansermet e la Suisse Romande Orchestra
  • 1950 – Concerto di Besançon (musiche di Bach, Mozart, Schubert, e Chopin).

Tra queste incisioni mi permetto di segnalare senz’altro il Concerto di Schumann con Karajan, i valzer di Chopin, la terza sonata di Chopin e il Concerto di Besançon. Alcuni di questi dischi che ho segnalato sono considerati pressoché all’unanimità i punti di riferimento per le opere registrate. Personalmente, trovo che la terza sonata di Chopin sia rimasta ineguagliata per bellezza e purezza formale. Bellezza, purezza formale, eleganza e capacità tecniche notevoli sono le principali doti di Lipatti riconosciute, ripeto, pressoché universalmente nell’ambiente musicale. Il repertorio di Lipatti non era molto ampio, nonostante certamente conoscesse moltissima musica. I programmi dei concerti presentano spesso brani e opere poi registrati in disco. Ad esempio Lipatti non suonò quasi mai lavori di Beethoven. Come altri dei grandi personaggi musicali del suo secolo, non amava presentare al pubblico (per mezzo discografico o dal vivo) lavori che non reputasse di conoscere perfettamente. Per questo, e per alcune caratteristiche proprie del suo modo di suonare, Lipatti può essere accostato (non senza fare qualche forzatura) alla figura di un altro grande pianista: Arturo Benedetti Michelangeli. E’ invece significativo notare quanto sia distante l’arte di Lipatti da quella del suo illustre maestro Alfred Cortot, mai davvero interessato alla perfezione tecnica dell’interpretazione.

Vi invito ora, se vorrete, ad ascoltare (finalmente!!!) qualcosa. Nello specifico, vi presento con piacere quattro brani incisi da Lipatti: un valzer ed il terzo tempo della terza sonata di Chopin; un improvviso di Schubert e il brano di Bach al quale era tanto affezionato (entrambi registrati a Besançon). Vi auguro un buon ascolto.

Ecco i link per scaricare sul vostro computer i brani che vi dicevo:
(nota importante: per scaricare i file cliccare col tasto destro del mouse sul nome, scegliere “Copia collegamento” e incollare il collegamento nella barra degli indirizzi del browser. Non so perché, ma i collegamenti non funzionano se cliccati normalmente)

Chopin – Valzer n.9 in La bemolle maggiore op.69 n.1 “dell’addio”
Chopin – Largo dalla Sonata per pianoforte n.3 in Si minore op.58
Schubert – Improvviso op.90 n.3 in Sol bemolle maggiore
Bach – Corale “Jesus, joy of Man’s Desiring” dalla Cantata BWV147

oppure ecco gli stessi brani da youtube:


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