Hans Werner Henze (1926-2012)

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Il grande compositore tedesco Hans Werner Henze è morto oggi a Dresda.
La notizia ha fatto il giro di tutti i maggiori (e minori) siti d’informazione mondiali, ma non v’è traccia del triste evento sulle testate italiane – con la sempre lodevole eccezione del Corriere musicale, scusate il conflitto d’interessi. Tra le parole che ho letto, mi va di citare alcuni passaggi dal ricordo apparso sul sito dello storico editore di Henze, Schott:

Con la morte di Hans Werner Henze abbiamo perso uno dei più importanti e influenti compositori del nostro tempo. Nel corso di una lunga carriera artistica, la sua visione musicale si è dimostrata senza limiti: più di 40 lavori di scena, 10 sinfonie, concerti, lavori da camera, oratori, cicli di canzoni, e un Requiem creato da nove Concerti sacri. Ciò che è unico nella sua opera è l’unione di bellezza senza tempo e impegno contemporaneo, avanguardistico. Scelse di vivere nel paesaggio classico dei colli Albani, poco fuori Roma, e lì trovò il suo personale e armonioso equilibrio tra vita e arti, dedicandosi ai suoi molti e concreti progetti, convivendo generosamente col suo compagno Fausto Moroni per cinque decadi, e ritirandosi nel suo studio e nelle sue partiture.

Il ricordo prosegue con un’analisi della carriera artistica di Henze e dei suoi principali lavori. Ho pensato di proporvi l’ascolto di qualcuno di essi, piuttosto che tradurre l’elenco, e di aggiungere alcuni brani scelti personalmente, senza pretesa alcuna di voler rappresentare esaustivamente tutta la sua – vastissima e variegatissima – parabola musicale.







Infine, Schott torna al ricordo della vita e della passione del compositore, che egli stesso ha raccontato in “Canti di viaggio. Una vita”, uscito nel 2005 per Il saggiatore.

Nel 1976 Henze fonrò il Cantiere d’Arte di Montepulciano, e nel 1988 la Münchener Biennale, restando direttore artistico di entrambi fino al 1994. Con queste e altre iniziative Henze ha trasmesso la sua immensa esperienza ai giovani compositori, insegnanti, musicisti e semplici appassionati, “perché comporre è un mestiere, e ogni mestiere si nutre di esperienza”.

Con l’irremovibile coraggio delle sue convinzioni, ma anche con la sua gioia di vivere, il suo amore del bello e della natura, lo spirito inarrestabile di Henze ci rivela un uomo che non ha mai perso l’orizzonte delle sue aspirazioni artistiche, a dispetto di molte sofferenze personali e delle ferite della storia. Per lui, comporre era un impegno etico e una via di espressione personale. Aveva il bisogno di scrivere, con implacabile auto-disciplina, e ciò costituì l’ancora a cui aggrapparsi per trovare scampo nei momenti più oscuri. Henze disse che la musica “è l’opposto del peccato – è la redenzione, la Terra promessa.”

Noi, suoi editori, abbiamo avuto il privilegio di accompagnarlo su questa terra per quasi sessant’anni. È con profonda tristezza, ma con immensa gratitudine per la sua vita, che prendiamo commiato, oggi, da Hans Werner Henze.

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