“La musica è fatta per tutti, come il sole e l’aria”

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Erich Kleiber

Mi rendo conto di aver già scritto molte volte di Carlos KleiberTroppe!, mi sembra di aver sentito suggerire da qualcuno lì in terza fila. Ha ragione, ha ragione, ma che ci posso fare! Anzi, vi prego di perdonarmi se lo faccio di nuovo, anche se il post di oggi è dedicato a suo padre Erich, che ci ha donato anni fa uno straordinario atto di umanità.
Qualche tempo fa ho scritto del divertente telegramma di Toscanini dal Paradiso che lo schivo, ma straordinariamente ironico Carlos Kleiber si inventò per prendere in giro il serissimo Sergiu Celibidache. La famiglia Kleiber si intreccia con i telegrammi in almeno altre due notevoli occasioni; la prima riguarda il debutto di Carlos alla direzione, e bisogna tornare indietro al lontano 1954. Il ventiquattrenne Carlos, figlio del grande Erich Kleiber, uno dei più celebrati e importanti direttori d’orchestra al mondo, decise di seguire le orme del padre, apparentemente contro la volontà di quest’ultimo, che voleva per lui un futuro diverso, di studi scientifici. Per evitare confornti, ostracisimi, e cose del genere, scelse di iniziare tutelandosi dietro uno pseudonimo: Karl Keller. Fu proprio nel 1954 che, dopo due anni di apprendistato a Monaco, Carlos ebbe l’opportunità di debuttare alla direzione a Potsdam, con un’opera di Millöcker: Gasparone. In occasione del debutto, Erich, ormai rassegnato al talento del figlio, gli inviò un telegramma: “Buona fortuna, caro Keller!”. Erich Kleiber morì di lì a poco, esattamente 200 anni dopo la nascita di Mozart (il 27 gennaio 1956), probabilmente suicida, come pare abbia raccontato lo stesso Carlos anni dopo, senza mancare di aggiungere un dettaglio chiarificatore (Erich fu trovato sanguinante nella vasca da bagno dell’albergo che lo ospitava a Zurigo). Prima di diventare il Carlos Kleiber che tutti conosciamo, quel Karl Keller attraversò un periodo straordinariamente ricco di esperienze direttoriali, con un grande numero di opere dirette, ma anche di balletti. Per dieci anni ebbe modo di dirigere molta musica che in futuro avrebbe accuratamente evitato, concentrandosi solo su quei relativamente pochi titoli che oggi si ricordano.
L’altro intreccio dei Kleiber con i telegrammi è ben più serio e profondo, e riguarda da vicino il nostro paese, in particolare la Scala. Erich Kleiber aveva scelto di dimettersi, a metà anni trenta, dalla direzione dell’Opera di Stato di Berlino: il regime nazista aveva classificato la Lulu di Alban Berg tra la musica degenerata, e Erich, primo storico direttore del Wozzeck, non aveva potuto sopportare questa ingiustizia. Pochi anni dopo, nel 1940, i Kleiber si spostarono in Argentina, dove il piccolo Karl Ludwig si faceva chiamare volentieri Carlos. Prima dell’esilio, Erich continuò a dirigere in giro per l’Europa. Nel 1938 il regime di Mussolini inasprì le persecuzioni razziali con l’approvazione di un certo numero di Decreti Legge che in pochi mesi resero le persecuzioni legali, manifeste e sistematiche. Erich Kleiber, che aveva un contratto con il Teatro alla Scala che l’avrebbe visto sul podio scaligero nel 1939, appena saputo delle nuove leggi razziali (che riguardavano, tra gli altri, Vittore Veneziani, maestro del coro), non esitò a spedire un telegramma straordinario alla direzione del Teatro milanese, un esempio impareggiabile di statura morale, di amore per i valori di un’umanità persa nei conflitti e nelle follie di quegli anni tormentati:

Apprendo in questo momento che il teatro della Scala ha chiuso le sue porte ai vostri compatrioti israeliti. La musica è fatta per tutti, come il sole e l’aria. Là dove si nega a degli esseri umani questa fonte di consolazione così necessaria in questi tempi duri e questo soltanto perché essi appartengono a un’altra stirpe o a un’altra religione io non posso collaborare né come cristiano né come artista. Debbo di conseguenza pregarvi di considerare nullo il mio contratto, malgrado il piacere che avrei avuto di dirigere in questo magnifico teatro, che rammenta le più nobili tradizioni italiane.

Erich Kleiber

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2 Risposte to ““La musica è fatta per tutti, come il sole e l’aria””

  1. अश्वमित्रः Says:

    Nobilissimo atto, che lo mette nella stessa compagnia di Toscanini e Bartok. E, infatti, di Strauss, malgrado quel commento famoso di Toscanini, che riflette un comune frainteso della situazione di quel grande, tutt’altro che un nazista e antisemita. Io me lo tolgo non meno all’uomo che al compositore.

  2. Thierry Says:

    Persona Bella !

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