Il canto della terra

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Claudio Abbado dirige il Canto della Terra e l'Adagio dalla Sinfonia n.10 di Mahler nel centenario della morte del compositore

C’è questo vecchietto con gli occhi lucidi a Berlino. Si chiama Claudio e ormai è magro come la bacchetta che usa per dipingere la musica. Ha gli occhi lucidi perché ha appena finito di dipingere “L’addio” dal Canto della Terra, per la prima volta. Con lo spartito, dico, un vecchietto di nome Claudio con lo spartito a Berlino. Il Canto della Terra è una disperata dichiarazione d’amore per la vita di un signore che si chiama Gustav e che ci ha lasciati cent’anni più un giorno fa. La sua dichiarazione d’amore per la vita passa per l’amore che prova nei confronti di Alma, sua moglie, che però lo tradisce con un architetto. Non scherzo: un architetto. Lo tradirà anche la vita, di lì a poco, e lui lo sa; è per questo che ci regala questo canto meraviglioso e poi ancora un’altra cosetta: la nona sinfonia. Tutti lo tradiscono e lui in cambio riempie il mondo di bellezza. Almetta mia crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio. A Berlino cent’anni e un giorno dopo c’è tanta gente che ringrazia Gustav e il vecchietto con lo spartito. Ci sono così tante lacrime in giro che si fa fatica a stare a galla.

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2 Risposte to “Il canto della terra”

  1. Filippo Says:

    Ah, ma sai, anche un architetto puo’ essere un artista. E anche se adoro Mahler, sia come artista che come uomo, sarebbe assurdo negare che lui fosse una persona difficilissima, e che avesse maltrattato Alma con crudelta’ incredibile stipulando che la sposasse solo sulla condizione che lei abbandonasse la propria vocazione di compositrice. Certo il matrominio con Alma era stato un gran errore, da un punto di vista interpersonale, se non artistico: se lui non avesse sofferto tanto, in questo modo particolare, dai suoi problemi matrimoniali, non avremmo oggi l’ottava, la nona, das Lied, la decima: certo avremmo altri capolavori, ma forse, chissa’, meno ispirati che questi che sono nati dall’inferno della sua passione intensa complicata sbagliata per Alma. Inoltre, non idealizzo Alma io, ovviamente anche lei era una persona difficile, e certamente non una sposa appropriata per Gustav, ma chi puo’ condannarla per aver cercato un altro uomo, se solo perche’, come sappiamo dalla storia della singola consultazione di Mahler con Freud, il suo marito era diventato impotente?

  2. il Conte Walsegg Says:

    È vero, anche un architetto può essere un artista, mi andava solo di scherzare sul fatto che Alma avesse tradito un compositore e musicista immenso, per un giovane architetto (che poi sarebbe diventato un grandissimo artista). Alma, come dici, dovette abbandonare una sua passione, ma se è certo che il carattere di Mahler fosse difficile, difficilissimo, Alma dal canto suo non fu senz’altro una moglie semplice e dedita unicamente a suo marito. Fece invaghire non pochi uomini, a quanto pare!
    E sì, probabilmente è anche vero che senza l’infedeltà di Alma non avremmo avuto un ulteriore tassello nel mosaico di emozioni, e a volte tragiche passioni che fu la vita di Mahler.

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