La Quarta di Mahler nell’arrangiamento di Erwin Stein

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Mahler 4 para cuerdas Santa fELa quarta sinfonia è forse la mia preferita tra le nove (più una decima incompiuta) scritte da Gustav Mahler. E’ molto diversa dalle altre: più breve, più leggera, più dolce. Quasi una sinfonia femminile, oserei dire. Molte sono le incisioni di questa sinfonia che potrebbero essere consigliate, molti sono i motivi di interesse nell’ascolto di questi sessanta minuti di musica. Uno su tutti è sicuramente il meraviglioso terzo tempo (Ruhevoll), uno degli adagi più belli che io conosca. Non tutti sanno, comunque, che Erwin Stein, allievo ed amico di Arnold Schoenberg, lavorò nel 1921 ad un arrangiamento di questa sinfonia per un organico ristretto e particolare: soprano, flauto, oboe, corno inglese,
clarinetto, due violini, viola, violoncello, contrabasso, pianoforte, harmonium e percussioni. Personalmente trovo questo arrangiamento davvero molto interessante; nell’ascolto è possibile percepire linee melodiche altrimenti un po’ meno chiare e si ha un’impressione di sottigliezza e snellezza sicuramente estranee a Mahler, ma secondo me ben concilianti con la natura di questa quarta sinfonia.
L’ascolto che vi propongo è quello che a mia volta ho raccolto da un blog straniero (mi pare spagnolo), che ha reso disponibile l’incisione degli Smithsonian Chamber Players (con la Santa Fe Pro Música) diretti da Kenneth Slowik. Un disco davvero bellissimo e suonato molto bene.

Trovate tutto qui:
http://todomahler.blogspot.com/2008/11/mahler-sinfona-no4-y-lieder-eines.html

Vi auguro un buon ascolto.

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2 Risposte to “La Quarta di Mahler nell’arrangiamento di Erwin Stein”

  1. Filippo Says:

    Mi e’ sempre piaciuta la quarta, come tutte le sinfonie di Mahler mi piacciono, ma non l’ho mai trovato completamente soddisfacente considerata nella sua interezza, a causa dell’ultimo movimento, il quale mi piace come canzone, ma non come finale. Si’, la quarta e’ _bella_ in un modo che e’ unico nell’insieme delle opere di Mahler, un modo mozartiano. A tutte le sinfonie Wunderhorn manca quel _angoscia_ che definisce quelle dei periodi seguenti, ma vi trovano nondimeno gioia, terrore, altre passioni fortissime –che mancano pero’ alla quarta.

  2. il Conte Walsegg Says:

    grazie per il commento. A me la quarta invece sembra proprio perfetta con quel finale lì, non riuscirei ad immaginarla in altro modo 🙂

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