Il secondo concerto di Rachmaninov

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Richter suona Rachmaninov

Richter suona Rachmaninov

Sergej Vasil’evič Rachmaninov amava definirsi un compositore, piuttosto che un pianista. Gran parte della sua fama, in vita, era dovuta alle sue straordinarie qualità di pianista, ma spessissimo ciò che suonava era di sua composizione. Devo ammettere che sul Rachmaninov compositore ho un sacco di dubbi. Ho ascoltato qualche mese fa un concerto interamente rachmaninoviano a Roma: Previn dirigeva l’Orchestra di Santa Cecilia, accompagnando il pianoforte di Arcadi Volodos nell’esecuzione del celebre terzo concerto per pianoforte ed orchestra. Subito dopo ecco arrivare la molto meno nota terza sinfonia. L’impressione è che sia la sinfonia che il terzo concerto non siano proprio dei capolavori. La fama del terzo concerto, però, è talmente grande da farmi pensare che sia io a non arrivarci. L’unica cosa che so, comunque, è che c’è un’unica composizione di Rachmaninov che ammiro e che mi piace incondizionatamente: il secondo concerto per pianoforte e orchestra. Intanto, mi sembra che in questo concerto vi sia più materiale che negli altri tre, soprattutto mi pare ben più bello, melodicamente, del terzo, che vedo come uno sfarzoso mezzo d’espressione virtuosistica. Se nel terzo vi sono appena tre momenti melodicamente rimarchevoli (uno per movimento), il secondo concerto è secondo me un continuo riuscitissimo. Molte sono le esecuzioni che hanno fatto la storia dell’interpretazione dei concerti del compositore/pianista russo. Celeberrime sono le incisioni di Horowitz (soprattutto per il terzo), di Ashkenazy, e di Rachmaninov stesso. Che grande evento fu quello del 16 gennaio 1910: Rachmaninov al pianoforte e Gustav Mahler alla direzione d’orchestra!
Come ho già detto: per me il secondo concerto è davvero un’eccezione nella produzione di Rachmaninov, e può sicuramente essere annoverato nell’olimpo dei concerti per pianoforte e orchestra.

L’incisione di riferimento è quella di Sviatoslav Richter, con Stanislaw Wislocki alla guida della Warsaw Philharmonic Orchestra. L’incisione, marchiata Deutsche Grammophon, è del 1960, ma pur essendo piuttosto datata conserva un grande fascino e ha un’ottima qualità sonora.

Per fortuna la registrazione si può ascoltare su youtube.
Questa volta, però, non inserisco i video direttamente in questo articolo, perché in questo modo vi è negata la possibilità di scegliere l’alta qualità (HQ) per la riproduzione. Riporto dunque semplicemente i link delle cinque parti in cui è diviso il concerto, vi basterà cliccarvi e selezionare l’alta qualità (HQ) per godere di un ottimo ascolto.

http://www.youtube.com/watch?v=YmN65gLNLDE&FMT=18
http://www.youtube.com/watch?v=5q7179pQ2U8&FMT=18
http://www.youtube.com/watch?v=7AfCU7_ROBM&FMT=18
http://www.youtube.com/watch?v=h3OLsTz58M0&FMT=18
http://www.youtube.com/watch?v=MLTd-bpY5No&FMT=18

peccato manchi qualche battuta del finale!

Buon ascolto!

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10 Risposte to “Il secondo concerto di Rachmaninov”

  1. el topo Says:

    sono d’accordo con te, preferisco di gran lunga il secondo concerto, ha uno degli attacchi più belli (anzi, diciamo, d’effetto) che abbia mai sentito. peccato per il secondo movimento, così abusato, e forse un po’ troppo ammiccante. penso che recentemente parte della fama del terzo concerto sia dovuta al film Shine.

    saluti 🙂

    • il Conte Walsegg Says:

      Concordo ovviamente sull’attacco, davvero bellissimo. E Richter lì giganteggia. Il secondo movimento mi piace tanto, ma concordo, forse ammicca un po’ troppo e finisce per sfiorare il patetico. Il mio momento preferito, comunque, di tutto il concerto, è il crescendo del primo movimento (6:30 nel primo video) che porta al tema. Veramente bellissimo.
      Saluti!
      Ah, a proposito di quel blog dell’altra volta
      (http://leverkuhnscorner.blogspot.com/)… se guardi sulla destra ce ne sono altri analoghi, uno addirittura specializzato nei concerti per violino!

      Dai un’occhiata, ciao!

  2. Elisa Says:

    Non amo particolarmente Rachmninov come compositore, ma apprezzo i suoi preludi!
    Comunque complimenti per questo blog, gli ho dato un’occhiata ed è davvero interessante!

  3. Marco Puccetti Says:

    Per prima cosa complimenti per il blog e soprattutto per l’umiltà e il rispetto con cui sono recensite le nuove uscite (bellissima quella del clavicembalo inciso da Pollini). A proposito del secondo concerto di Rachmaninov, durante il mio soggiorno in Giappone ho potuto sentire in tv la finale del Van Cilburn International Piano Competition dove il ventenne vincitore Nobuyuki Tsuji mi ha fatto ricordare l’interpretazione di Richter. Qualcuno del blog ha avuto modo di ascoltare la finale?

    • il Conte Walsegg Says:

      Caro Mario, grazie per il tuo commento e per i complimenti. L’umiltà deriva dalla consapevolezza di conoscere troppo poco per avere un’opinione fondata su conoscenze solide, il rispetto è davvero dovuto ai giganti dei quali mi permetto di parlare :). Grazie per la segnalazione, purtroppo non ho avuto il piacere di ascoltare (e guardare) l’esecuzione di Tsuji. Spero di poterla trovare da qualche parte, un giorno.
      Grazie ancora.

  4. angela imbesi Says:

    ma chi siete per definire in questo modo l’opera di rachmaninov? parlate bene solo del 2 concerto ma avete mai ascoltato con amore gli altri?

    • il Conte Walsegg Says:

      Cara Angela, hai ragione. Parlo per me, evidentemente: ho riletto il post e l’ho trovato abbastanza insopportabile. Due anni fa (il post è vecchio) conoscevo Rachmaninov addirittura meno di oggi, ed esprimere un giudizio così netto (senza averne poi effettivamente le possibilità) con così poca conoscenza, è davvero da stupidi. Nel tempo ho ascoltato alcune altre cose di Rachmaninov, e molte mi sono sembrate davvero notevoli: ho trovato perle che non mi sarei aspettato anche in generi che non credevo (stupidamente) il buon Rach potesse aver esplorato con tanta qualità (penso a Francesca da Rimini, ad esempio). Non ho davvero cambiato idea sul terzo concerto, che continua a non piacermi, ma che di certo avrà i suoi buoni motivi per essere considerato dai più un capolavoro. Sul non piacermi, mi permetto di mantenere la mia opinione personale, ne faccio solo una questione di gusto.
      Mi scuso, allora, con te e con gli altri lettori per la superficialità di questo post, mi scuso con me perché credo di poter fare di meglio, e mi scuso soprattutto col buon Rachmaninov, che certo non merita di essere stroncato in quattro e quattr’otto da uno che non ne capisce nulla.
      Grazie!

  5. Renzo Andil Says:

    Hanno detto: è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. Sono cresciuto con il 2° di rach avendolo anche come suoneria ma sebbene Il 2° di Rach sia per me l’apoteosi dei concerti pianistici, devo dissentire circa i commenti fatti al 3°. Non è solo virtuosismo esecutivo ma anche “auditivo”. Va ascoltato forse più volte per comprenderlo, ma credetemi ne varrà la pena. Che la fama poi gli sia stata accresciuta anche da film come Shine non è un demerito, anzi, è la semplice dimostrazione che essendo un capolavoro chi investiva nei film, inserendolo, non avrebbe potuto sbagliare. Ciò che risulta complicato per taluni con semplicità meraviglia tal altri.

  6. RAF Says:

    Concordo ogni parola letta. Aggiungo che la sinfonia 3 è ottima come sottofondo ad una scena d’azione di un film, il concerto per piano n.2 è sublime! Se vogliamo parlare delle composizioni per pianoforte, bhè lì si sale in alto! Lo stesso vale per Chopin, o almeno l’unico concerto per piano che ho ascoltato non era niente di che e mi sono fermato, magari non era il migliore ma preferisco di gran lunga i notturni le mazurke ed i valzer! W RACHMANINOV W CHOPIN!

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