Le sinfonie di Muzio Clementi

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Muzio Clementi, Opere orchestrali, Brilliant Classics

Muzio Clementi, Opere orchestrali, Brilliant Classics


Muzio Clementi, o dell’arredamento musicale. Quante volte avete sentito banalizzare in questo modo il grande musicista? Immagino poche, visto che di Clementi si tende addirittura a non parlare. Alla faccia della letteratura e del cinema, Clementi fu il vero amico-rivale di Mozart, non certo il povero Salieri. Mozart, pur denigrandolo, usò a volte temi di Clementi nelle sue musiche. Temi pianistici: Clementi è considerato il padre “fondatore” del pianoforte moderno, anche in senso compositivo. Non a caso, è particolarmente noto per le sonate per pianoforte, apprezzatissime anche da Vladimir Horowitz, non proprio un signor nessuno.
Ma Clementi ha anche scritto altro. Ad esempio, grazie a Pietro Spada, pianista e musicologo, convinto ricercatore ed apostolo clementiano per vocazione, sono riemerse le sinfonie del maestro romano. Roba negletta da gran tempo, eppure ben al di sopra di un banale artigianato, anzi spesso di notevole interesse innovatore.
Le sinfonie numerate di Clementi sono quattro, e risalgono al periodo terminale della sua vita in Inghilterra. Esistono peraltro anche due sinfonie giovanili, entrambe marchiate come Op. 18. Queste sei sinfonie, assieme al Concerto per pianoforte in do maggiore, al Minuetto pastorale, all’Ouverture in do maggiore e a quella in re maggiore, furono registrate nel 1992.
Francesco D'Avalos

Francesco D'Avalos

Casa discografica italiana? Neanche per sogno: Brian Culverhouse produsse le incisioni per la ASV, in Inghilterra. La piccola casa fece le cose in grande. Riuscì ad avere a disposizione la mitica Philharmonia orchestra, che già aveva registrato le sinfonie di Clementi con Claudio Scimone nel 1978 (dischi Erato). Alla guida, venne chiamato il pezzo da novanta dei direttori della ASV: Francesco D’Avalos, colto e raffinatissimo compositore napoletano, valentissimo direttore, discendente di Gesualdo da Venosa, outsider della bacchetta. Un maestro a dir poco sottostimato, soprattutto qui da noi. Eppure in Inghilterra diresse parecchio la Philharmonia, e la ASV, oltre all’opera omnia di Martucci, gli fece incidere un’integrale delle musiche di Brahms, oggi introvabile ma litigatissima tra i collezionisti.
Alle prese col sinfonismo di Clementi, D’Avalos trae dalla Philharmonia un suono di vellutata pienezza, morbido, pastoso e incisivo senza essere pesante. C’è una mirabile chiarezza di linee, una grande pulizia e linearità esecutiva, piena di vigore e di brio. Il brio, peraltro, è quello giusto per composizioni che è giusto ragguagliare alle prime sinfonie beethoveniane. Quasi tutte partono con un’introduzione lenta, che poi si dischiude nel consueto Allegro in forma sonata. Alle volte, i terzi movimenti, come in Beethoven, sono di fatto Scherzi camuffati da minuetti. Particolarmente ragguardevole la Terza Sinfonia, battezzata Great National perché Clementi, con sagacia, nel secondo e nell’ultimo tempo (quattro, come vuole il classicismo) ha sfruttato il tema patriottico del God save the King, omaggiando così la sua seconda patria. L’atmosfera generale è un misto di Haydn e il Beethoven della Prima e della Seconda.
Stesso discorso per il Concerto pianistico, che Clementi trasse da una precedente sonata: il pianoforte (qui suonato da Pietro Spada, il revisore) si abbandona a incisi alla Hummel, un po’ come nei primi due Concerti beethoveniani. Interessanti, a dire il vero, pure le sinfonie giovanil, pubblicate nel 1787 e interessanti da confrontare con quel che all’epoca faceva Mozart. Le altre pagine minori sinfoniche (Ouvertures e Minuetto pastorale) testimoniano la grande perizia di un musicista che fu vero trait d’union tra due epoche.
Una volta di più, alla Brillian Classics va la nostra gratitudine per aver messo a disposizione a basso prezzo tre cd interessantissimi.

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2 Risposte to “Le sinfonie di Muzio Clementi”

  1. lucio rossetti Says:

    Gradirei conoscere l’anno di composizione o di pubblicazione del Concerto per pianoforte in DO di Muzio Clementi.

    • il Conte Walsegg Says:

      Ciao, che io sappia è stato composto nel 1796. Almeno questa data è l’unica che si trova cercando con google.

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