I dilemmi di Beethoven sulla sua nascita

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Beethoven nel 1804, ritratto di W.J.Mähler

Beethoven nel 1804, ritratto di W.J.Mähler

Nel curato saggio biografico su Beethoven di Maynard Solomon, edito in Italia da Marsilio, si può trovare un’interessante analisi dei dilemmi che lo stesso compositore ebbe per gran parte della sua vita riguardo alla propria nascita. Questi dubbi, piuttosto ossessivi, furono, secondo Solomon, alla base di alcuni dei più importanti tratti della personalità di Beethoven. Le controversie sono principalmente due: la data di nascita e la paternità. Sia chiaro sin da subito che queste controversie furono tali principalmente e quasi unicamente per il compositore stesso. Per quanto ne sappiamo, i suoi contemporanei (e quindi noi per loro) non avevano grossi dubbi né sulla data di nascita del compositore, né sulla paternità.

Vediamo di esaminare il primo di questi due fatti. Beethoven pensò per gran parte della sua vita di esser più giovane di almeno due anni rispetto a quanto riportato dall’atto di nascita ufficiale redatto a Bonn. Si trova traccia di questi dubbi in molte delle lettere inviate da Beethoven, in alcuni passi dei Quaderni di conversazione rimasti e in alcune note biografiche che il compositore scrisse (nonostante fosse particolarmente riluttante a fornire informazioni sulla sua vita) qualche anno prima della morte. I dubbi di Beethoven si incentrano principalmente su due fatti. Primo: i suoi genitori avevano avuto un figlio all’incirca due anni prima di lui, morto dopo solo sei giorni di vita, che si chiamava anch’egli Ludwig, ma con l’aggiunta di un secondo nome: Maria. Ludwig Maria fu battezzato nell’aprile del 1769. Beethoven, la cui data di battesimo è ufficialmente quella del 17 dicembre 1770, pensò per gran parte della sua vita (probabilmente fino alla fine) che la sua data di nascita fosse stata confusa con quella del fratello morto in precedenza. Ora, nonostante nel settecento non ci fosse certamente l’attenzione odierna per la burocrazia, è senz’altro incomprensibile l’equivoco che pervase non solo il piuttosto “fissato” Beethoven, ma anche i suoi genitori, durante l’infanzia del figlio. Infatti gli stessi genitori di Beethoven probabilmente pensarono per gran parte della loro vita (fin quando fu richiesto il certificato di battesimo originale) che il figlio fosse nato nel dicembre del 1771 piuttosto che nel dicembre del 1770. Beethoven stesso, durante i suoi ultimi anni di vita, si fece spedire più volte copie del proprio certificato di battesimo, che sempre riportarono la data del 17 dicembre 1770, che puntualmente veniva corretta a mano (spesso sul retro) dal compositore stesso in quella del 17 dicembre 1772. Il compositore era ossessionato dala sua assoluta convinzione che quel certificato di battesimo fosse in realtà relativo al suo fratello morto in fasce. Secondo: è nota, ma fortemente controversa, la probabile attenzione del padre di Beethoven alla possibilità di far passare il piccolo Ludwig come un secondo Mozart. E’ dunque probabile, ma tutt’altro che certo, che Beethoven fosse abituato, da giovanissimo, a passare per ancora più giovane, sotto la spinta del padre che voleva far apparire più prodigiose di quanto fossero le sue comunque notevoli qualità strumentistiche. Emblematico è il fatto che nel noto testamento di Heiligenstadt Beethoven sembra parlare di sé come se fosse più giovane di almeno tre anni.

La seconda grande controversia intorno alla nascita di Beethoven riguarda la paternità del genio di Bonn. Nel 1810 fu pubblicata la diceria che Beethoven fosse in realtà figlio illegittimo di un re di Prussia, probabilmente di Friedrich Wilhelm II o di Federico il Grande. Questa illazione fu addirittura pubblicata su enciclopedie, dizionari e periodici musicali. Importantissimo è notare che la pubblicazione fu continua nel corso della vita di Beethoven, e questo è significativo, poiché testimonia il fatto che il compositore nulla facesse per rimuovere questa falsità. E’ riportato nel testo di Solomon che probabilmente Beethoven fu informato da alcuni suoi amici nel 1819 di questa vicenda. Gli amici ed anche il nipote Karl lo invitarono più volte ad intervenire personalmente per sanare questa imprecisione e prove di questi inviti si trovano in alcuni passi dei Quaderni di conversazione. E’ interessante riportare ad esempio questi passi:

Bisogna correggere queste cose, perché non hai bisogno di ricevere gloria dal re – sarebbe piuttosto il contrario, in questo caso […];

Scrivono che sei un bastardo di Federico il Grande… Dobbiamo far pubblicare una smentita sull'”Allgemeine Zeitung”;

Perché non vendichi l’onore di tua madre quando, nel Konversations-Lexikon e in Francia, si sostiene che tu sia un figlio dell’amore? […] Soltanto la tua naturale riluttanza ad occuparti di qualsiasi cosa che non sia la musica è la causa di questa colpevole indifferenza. Se lo desideri, farò sapere al mondo la verità su questa storia. E’ una questione su cui veramente non puoi fare a meno di darmi una risposta.

Non ci fu verso: Beethoven non intervenì in alcun modo nella vicenda, e questo è davvero incredibile. Solo più di un anno più tardi e soltanto all’apparire dei primi sontomi del male che l’avrebbe ucciso, che Beethoven si interessò a rispondere a Wegeler, che gli aveva rivolto il terzo dei tre inviti che ho riportato più sopra. Così gli scrisse il 7 dicembre 1826:

Dici che da qualche parte hanno scritto che sono il figlio naturale del defunto re di Prussia. Ebbene, la stessa cosa mi è stata riferita molto tempo fa. Ma ho adottato il principio di non scrivere nulla su me stesso né di rispondere a qualsiasi cosa scrivono di me. Perciò lascio volentieri a te il compito di rendere nota al mondo l’onestà dei miei genitori e specialmente quella di mia madre.

Significativamente, dopo aver scritto questa lettera, Beethoven dimenticò di inviarla. Tutti questi indizi potrebbero costituire una prova del fatto che Beethoven fosse piuttosto riluttante a smentire tutte queste dicerie, rinnegando, in un certo senso, il proprio padre, e ignorando la memoria della madre. Mettere una parola definitiva sul perché di questa intricata vicenda è davvero impensabile, ma si può ragionevolmente affermare che Beethoven non fosse entusiasta dei suoi genitori. E’ questa l’idea di Solomon, che delinea approfonditamente la vicenda della frequentazione dei genitori prima del matrimonio, dell’intervento del padre dello sposo (il nonno di Ludwig, da lui molto ammirato) nella vicenda, e il seguente matrimonio, non esattamente felice.

Se è vero che l’esistenza di Beethoven fu travagliata e segnata da molti periodi delicati e oscuri, è anche vero che molti dei punti interrogativi che rimangono sulla vicenda del genio tedesco riguardano essenzialmente il lato psicologico della sua esistenza. Ritengo che queste due pagine strane, ma importanti e significative della figura umana di Beethoven, siano essenziali nel comprendere molte delle pieghe che la sua vita prese nel corso degli anni, a volte proprio a cavallo di quei travagliati periodi che tanti capolavori ci hanno concesso di veder creati.

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