Quando penso al Capodanno, in giorni presi a caso tra gli altri 364, mi viene in mente soprattutto una cosa. Incredibilmente, non è il panettone, né il torrone o lo spumante. E neppure il cotechino con le lenticchie, o i piatti che volano giù dalla finestra. E no, non i botti di fine anno o le lunghe nottate a giocare a carte con amici e parenti, finendo poi per non riuscire a ricordarsi se si è vinto o se si è perso, felici però di essersi divertiti. No, quando penso al Capodanno, mi viene in mente il Concerto di Capodanno di Vienna, che fin da bambino mi aspetta al risveglio, entra in casa lui non dal camino, ma dalla televisione, senza barba, per carità, ma con un sacco di belle note, serene, felici e spensierate.
Ecco, ho pensato di scrivere qualche riga sul Concerto di Capodanno per il Corriere Musicale: Prosit Neujahr!.
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